Un altro anno è passato e come sempre arriva il mio resoconto, questa volta meno consapevole e più offuscato di quello dell'anno scorso.
Sono dei ringraziamenti.
Ringrazio chi c'è sempre stato ed è rimasto nel bene e nel male anche quest'anno e spero che rimanga ancora per tanto tempo. A chi ha saputo cogliere i miei stati d'animo e la loro onestà. A chi mi ha chiesto almeno una volta come stessi.
Ringrazio chi mi ha voluto percorrere un pezzo della sua strada con me e chi mi ha lasciato a metà per percorrere un'altra direzione... mi ha fatto risparmiare molto tempo nel capirlo da sola.
Ringrazio le persone nuove che ho conosciuto e che mi hanno lasciato qualcosa. Anche chi mi ha lasciato solo un camion di merda, un grazie, perché è anche con quella che si capisce di più cosa si vuole e cosa basta.
Io non ho rimpianti perché in qualsiasi situazione ho messo un pezzetto di me. A volte ho sbagliato e forse continuerò a farlo. Ma penso che sia normale.
Ringrazio che mi ha fatto sorridere perché anche questa è vita. Un grazie a chi sento tutti i giorni e che mi permette di fare quello che mi piace. Il mio lavoro.
Ringraziamento generale per i miei nuovi viaggi (marocco, puglia, malta, copenaghen), gite, uscite e trip mentali che mi fanno sperare.
Ringrazio chi non volendo o non sapendo mi ha salvato dalle crisi di panico.
Ringrazio chi c'è stato fisicamente e chi solo con il pensiero.
Infine ringrazio me stessa perché dopotutto anche quest'anno mi sento un pochino più forte.
Amare se stessi è l'inizio di un idillio che dura una vita.
Oscar Wilde.
lunedì 24 dicembre 2012
I GOT YOU BABY
Lei: dicono che siamo giovani e che non sappiamo
Non lo scopriremo finchè non cresceremo
Lui: Be? io non so se tutto ciò vero
Perchè tu hai me e tesoro, io ho te
Lui: tesoro
Entrambi: io ho te tesoro, io ho te tesoro
Lei: dicono che il nostro amore non servirà a pagare l'affitto
Prima di esser stati guadagnati, i nostri soldi sono stati spesi
Lui: scommetto che è cosi, non abbiamo un vaso
Ma almeno sono sicuro di tutte le cose che abbiamo
Lui: tesoro
Entrambi: io ho te tesoro, io ho te tesoro
Lui: io ho fiori in primavera, e ho te che porti il mio anello
Lei: e quando sono triste tu sei un pagliaccio
E se ho paura tu sei sempre intorno
Lei: così lasciali dire che i tuoi capelli sono troppo lunghi
Perchè non mi importa, con te non posso sbagliare
Lui: allora metti la tua manina nella mia
Non ci sarebbe nessuna collina o montagna che non potremmo scalare
Lui: tesoro
Entrambi: io ho te tesoro, io ho te tesoro
Lui: ho te che mi stringi la mano
Lei: ho te che capisci
Lui: ho te che cammini con me
Lei: ho te che parli con me
Lui: ho te che mi dai il bacio della buonanotte
Lei: ho te che mi stringi forte
Lui: ho te, non ti lascerò andare
Lei: ho te che mi ami così
Entrambi: io ho te tesoro
io ho te tesoro
io ho te tesoro
io ho te tesoro
io ho te tesoro
venerdì 14 dicembre 2012
ALWAYS ON MY MIND
Sempre Nella Mia Mente
Forse non ti ho trattata proprio così bene come avrei dovuto
Forse non ti ho amata così spesso come avrei potuto
Piccole cose che avrei dovuto dire e fare, non ho mai colto il momento
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Forse non ti ho stretta tutte le volte che ti sentivi sola, sola
E credo di non averti mai detto: sono così felice che tu sia mia
E se ti ho fatto sentire al secondo posto, mi spiace così tanto, ero cieco
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Dimmi dimmi che il tuo dolce amore non è finito
Dammi un'altra opportunità di soddisfarti
Di soddisfarti
Piccole cose che avrei dovuto dire e fare, non ho mai colto il momento
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Dimmi dimmi che il tuo dolce amore non è finito
Dammi un'altra opportunità di soddisfarti
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Forse non ti ho trattata proprio così bene come avrei dovuto
Forse non ti ho amata così spesso come avrei potuto
Forse non ti ho stretta tutte le volte che ti sentivi sola, sola
E credo di non averti mai detto: sono così felice che tu sia mia
(forse non ti amavo?)
HERMANN HESSE
Come una luce in piena notte mi ha folgorata questo scrittore che parla dell'amore, dell'Amore con la A maiuscola per tutto ciò che è vita. Colpita nel profondo e affondata.
- Il male nasce sempre dove l'Amore non basta.
- La fanciulla mi assorbiva totalmente, senza però che io mi unissi alla conversazione generale. La sentivo vivere e muoversi come racchiusa in una musica soave, e il delicato, profondo fascino del suo essere mi circondava denso, dolce e forte come il profumo di un fiore. Per quanto benefico ciò mi fosse, potei sentire senz'ombra di dubbio che la vista di lei non poteva quietarmi e saziarmi e che il dolore, se di nuovo fossi stato separato da lei, sarebbe diventato assai più tormentoso. Nella delicata persona di lei sembravano guardarmi la mia sorte e la fiorente primavera della mia vita, che dovevo afferrare e tenere, perchè non sarebbero più tornate. Non era un desiderio fisico di baci e di una notte d'amore... era piuttosto una lieta fiducia che in quella cara figura il mio destino volesse incontrarmi, e che l'anima di lei mi fosse affina e amica, e che la mia felicità dovesse anche essere la sua.
- Era un inizio, un ridestarsi dalla nostalgia di me stesso.
- Così selvaggia e insaziabile è la vera voglia di viaggiare, lo stimolo di conoscere e di sperimentare cose nuove, che nessuna conoscenza e nessuna esperienza riescono a saziare. Uno stimolo che è più forte di noi e di tutte le catene, che vuole sempre più sacrifici da chi ne è dominato. [...]
Quando la terra chiama, quando ai vagabondi giunge il richiamo del ritorno e per noi irrequieti si delinea il luogo del riposo, allora alla fine non sarà un congedo, una timida resa, ma piuttosto un assaporare, grati e assetati, la più profonda delle esperienze.
domenica 9 settembre 2012
Il postino
Accadde in quell’età… La poesia venne a cercarmi.
Non so da dove sia uscita, da inverno o fiume.
Non so come né quando, no, non erano voci, non erano parole né silenzio,
ma da una strada mi chiamava,dai rami della notte, bruscamente fra gli altri,
fra violente fiamme o ritornando solo, era lì senza volto e mi toccava.
Non sapevo che dire, la mia bocca non sapeva nominare ,i miei occhi erano ciechi,
e qualcosa batteva nel mio cuore, febbre o ali perdute, e mi feci da solo,
decifrando quella bruciatura, e scrissi la prima riga incerta, vaga, senza corpo,
pura sciocchezza, pura saggezza di chi non sa nulla,
e vidi all’improvviso il cielo sgranato e aperto, pianeti,
piantagioni palpitanti, ombra ferita, crivellata da frecce, fuoco e fiori,
la notte travolgente, l’universo.
Ed io, minimo essere, ebbro del grande vuoto costellato, a somiglianza,
a immagine del mistero, mi sentii parte pura dell’abisso, ruotai con le stelle,
il mio cuore si sparpagliò nel vento.
” Il Postino” – Pablo Neruda
venerdì 1 giugno 2012
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